«Devo davvero sacrificare tutto per mia suocera?»

«Perché non capisci che questa è l’unica soluzione?» la voce di mia suocera, Anna, risuona ancora ansiosa nella mia memoria, come un rintocco rabbioso che non si ferma. Siamo in cucina, il tavolo che una volta era centro di calore familiare ora sembra un ring. Io la guardo; ha gli occhi cerchiati, il tono della donna abituata a farsi ascoltare a qualsiasi costo. Dal corridoio, sento il rumore dei passi di mio marito, Marco, che evita il conflitto, preferendo rifugiarsi nella stanza dei bambini. Mi stringo tra le braccia il maglione di lana grigia, come se potesse proteggermi da quello che sta succedendo.