Confini Invisibili: La mia famiglia mi vede davvero?

«Ma che ci fai tu qui, Daniela? Non avevamo mica invitato anche te», mi ha detto zia Marisa, mentre sistemava le fette di salame sulla tavola della domenica, con quella voce sottile che cerca di sembrare affabile ma taglia più di un coltello. Ho stretto il colletto del mio giubbotto, sentendo tutte le facce girarsi su di me. Mia madre abbassava lo sguardo, mio cugino Tommaso faceva finta di sistemare le posate. Nessuno aveva il coraggio di difendermi. “Che ci faccio io qui?”, mi sono chiesta, e la risposta mi bruciava dentro come grappa a stomaco vuoto. Ci sono perché ogni volta che c’è da preparare una cena, da badare ai nonni, da risolvere un guaio, vengo chiamata per prima — e allora sono “una di famiglia”. Ma quando si tratta di condividere la gioia, diventano tutti amnesici, e l’invito scompare chissà dove.